ALLUCE VALGO: DIFFICOLTÀ DI RELAZIONE CON…

Questo sintomo mostra una modificazione del piede che assume una tipica forma, più o meno deformata, mostrando quella che comunemente viene chiamata “cipolla” verso l’interno. Da un punto di vista medico, l’avampiede si allarga a ventaglio dando vita alla tipica protuberanza che caratterizza tale affezione. Inoltre la base d’appoggio dell’alluce soprastante si sposta, provocando la deviazione del dito verso l’esterno. Il primo metatarso e l’alluce non sono più allineati ma formano tra loro un angolo detto di valgismo da cui prende nome la deformità.

alluce valgo Di tale sintomo ne è affetto maggiormente il sesso femminile in rapporto di dieci donne per ogni uomo che ne soffre. Inoltre l’osservazione porta a dedurre che tale sintomo sia geneticamente trasmissibile, visto che sovente nelle famiglie si notano più soggetti che ne sono colpiti.

Se osserviamo l’allegoria, ed anche gli effetti pratici, il messaggio è evidente: il piede appoggia terra, che noi definiamo anche Madre Terra, ma l’appoggio diventa precario, meno sicuro, come se si facesse fatica ad appoggiarsi o non trovasse un equilibrio ottimale, una solida base sulla quale appoggiarsi.

Di conseguenza il messaggio riguarda la mamma ed il modo con la quale viene percepita. Ella, a livello archetipico, ha una funzione primaria fondamentale: darci sicurezza, ed, in primis, rendere la casa nella quale siamo cresciuti, un luogo bello e sicuro nel quale vivere.

Qualora non ci fossimo sentiti protetti, al sicuro o, peggio, abbandonati, non amati, ecco che potrebbero scattare i requisiti dell’alluce valgo che si mostrerebbe per indicarci tale percezione.

Tutte le mamme fanno del loro meglio per dare tutto l’amore che possono ai propri figli, ma si scontrano con abitudini, differenti personalità, limiti personali ed errori. Inoltre fare il genitore è un ruolo che si impara solo facendolo, scoprendo che i figli percepiscono ciò che vogliono in ogni caso. Non possiamo, dunque, parlare di errori o non amore della mamma, piuttosto di un’errata comunicazione che crea difficoltà nelle relazioni. Forse sono proprio queste difficoltà che aiutano a crescere.

Concludendo: il messaggio dell’alluce valgo è una difficoltà di relazione con la mamma, un non sentirsi amati, protetti, sorretti. La postura conseguente alla nascita del sintomo la evidenzia in toto.

alluce valgoPerché sono le donne ad esserne maggiormente affette?
La relazione tra una figlia ed una madre è molto più intensa e determinante rispetto alla relazione figlio/mamma. La mamma, per una figlia, rappresenta il futuro, l’essere femmina nella vita, è il punto di riferimento più importante, l’unico peraltro, che si può solo accettare o respingere. Per questo è il sesso femminile ad esserne maggiormente colpito.

La ripetitività di tale sintomo che riscontriamo nei singoli nuclei familiari può essere letta come una cultura della famiglia che si trasmette nelle generazioni successive. Ovvero, una difficoltà con la mamma si trasmette ai figli, come una modalità “normale”, come fosse un ovvio modo di relazionarsi con ella.

Una figlia, che pur soffre di alluce valgo, una volta divenuta ella stessa madre tenderà a mettere in atto le medesime metodologie di relazione con i propri figli, ponendo le basi affinché il sintomo possa ricrearsi nuovamente.

La soluzione passa attraverso un profondo mutamento della relazione con la mamma, andando a scoprire e avvertire l’amore della genitrice, invece che sottolineare esclusivamente le sue pecche ed i suoi errori.

Esempi reali di persone affette da alluce valgo.

Una signora soffriva di alluce valgo dall’età di circa quarant’anni. Figlia di una madre forte e determinata che soffriva essa stessa di insicurezze e paure (rimase vedova precocemente) subiva il carattere della madre. Rifiutò l’operazione arrivando in età avanzata con una progressiva deformazione delle dita dei piedi che resero anche il semplice camminare un elevato esercizio di equilibrio.

Donna di circa trentacinque anni con alluce valgo. Anch’ella figlia di madre molto dura ed apparentemente anaffettiva, dedita prevalentemente al lavoro che lasciava poco spazio agli affetti familiari. Solo due operazioni, peraltro dolorose e complicate, le permisero di tornare a camminare normalmente, interventi che avvennero dopo la morte della genitrice.  

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.