Attacchi di panico dipendono da…

Attacchi di panico dipendono da…

Di cosa parliamo? Li possiamo definire come un avvertire un’agitazione mista ad un senso di impotenza ed impossibilità di trovare soluzione alla situazione. Si ha paura di impazzire o di morire, la sensazione è di perdere il controllo su di sé e sul proprio corpo. Dal punto di vista fisico si possono avvertire, come sintomi, un’eccessiva sudorazione, tachicardia, respiro affannoso, sensazione di soffocamento, oppressione al petto, voglia di scappare senza sapere dove, al limite rifugiandosi a casa.

Spesso si manifestano attraverso un pensiero negativo, il sentirsi in costante tensione emotiva. Si provano eccessive preoccupazioni per se stessi e per le persone care, per il lavoro o altri aspetti della vita quotidiana. Si teme di non riuscire a portare a termine un progetto, un’idea, un’attività o di non esserne assolutamente in grado; si vivono male gli imprevisti.

Sovente si verificano all’aperto oppure in luoghi con la presenza di molte persone: nelle code, nei grandi magazzini, in banca e la sensazione è quella di non sapere come affrontare la situazione se non avvertendo tantissima paura. Attacchi di panico, appunto!

Da un punto di vista energetico si tratta di percepire paure e perciò sovente chi vive tali attacchi si trova a gestire anche ansie ed altre paure come, a titolo di esempio, claustrofobia o agorafobia che rappresentano facce della stessa medaglia.

Le paure denotano una mancanza di sicurezza e, di conseguenza, dei motivi che fanno sentire sicuri. Entrambe, paura e sicurezza, esistono solo nella propria percezione, non essendo concreti e materiali. Questo fa dire ad un proverbio orientale: “la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”.

In età infantile ed adolescenziale la famiglia è l’emblema della sicurezza: quindi sentirsi amati, appoggiati, accuditi dai familiari contribuisce enormemente alla sensazione di sicurezza che tende ad accompagnare l’individuo anche in età adulta. In particolare il ruolo della mamma, vera padrona della casa, ha il compito di rendere la “tana” un luogo sicuro nel quale crescere protetti. Quindi la percezione della madre ha un peso rilevante in tale direzione.

In età adulta vi sono altri aspetti che contribuiscono ad aumentare il senso di tranquillità e sono: il lavoro, la relazione con il denaro e con la propria casa. Dunque continui traslochi, ancorchè giustificati da fatti esterni, rendono difficile mettere le proprie radici in un luogo solido, così come lavori precari o non desiderati o sottopagati e un conto corrente sempre in rosso. Questi principali aspetti contribuiscono a costruire un’idea di sicurezza nella vita o a negarla.

Spesso un disagio in età adulta in uno o più ambiti evidenziati, cela un difficile rapporto con la mamma o un trascorso familiare difficile. La soluzione, in primis, passa da un cambio di percezione della figura materna e della famiglia in generale, cosa a volte impegnativa poiché le realtà familiari sono molteplici e variegate, a volte anche molto difficili. Ma non conosco altre vie efficaci e risolutive. Va sottolineato che le emozioni vincono sempre sulla razionalità, per cui a nulla valgono approcci mentali, ma solo emozionali, di pancia. Non serve, in questo caso, capire, ma superare la situazione.

Ricordo che tecniche energetiche come la nostra T.S.T. lavorano proprio in tal senso.

Esempi di casi reali.

Donna di sessant’anni con attacchi di panico e claustrofobia. SI è sentita molto amata dai genitori, ma alla loro morte si è sentita persa ed abbandonata. Due matrimoni senza figli non hanno colmato il vuoto delle due figure parentali la cui mancanza è stata vissuta in modo profondo e determinante.

Donna di venticinque anni: il pensiero dominante era di non riuscire nella vita, di non trovare un marito né qualcuno che potesse occuparsi di lei. Il futuro era visto come nebuloso, difficile, pauroso. Il controllo una costante per cercare di sopravvivere ad una simile situazione.

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