Calcoli biliari e alla cistifellea: colesterolo?

Nel mondo occidentale, il componente principale della maggior parte dei calcoli biliari è il colesterolo, un grasso normalmente solubile nella bile ma non nell’acqua. Quando il fegato secerne colesterolo in eccesso, la bile diventa satura di colesterolo e l’eccesso forma particelle solide (cristalli di colesterolo). Questi cristalli microscopici si accumulano nella cistifellea, dove si aggregano e formano i calcoli biliari.

Altri tipi di calcoli biliari si formano nello stesso modo, ma le particelle solide sono aggregati di bilirubina che è il pigmento principale della bile. Qualsiasi restringimento (stenosi) dei dotti biliari può portare a un blocco o a un rallentamento del flusso biliare. Quando il flusso biliare è rallentato o bloccato, possono svilupparsi infezioni batteriche.

calcoli biliari

Sostanzialmente i calcoli provocano un rallentamento o peggioramento del processo digestivo e possono infettare qualche organo. La metafora è molto evidente: qualcosa che si fa fatica a “digerire” nella vita.

Questi aspetti sono ripetuti e dilungati nel tempo, così da formare delle ostruzioni che progressivamente rendono sempre più problematico assimilare e digerire il boccone (amaro?).

Potrebbe essere una difficoltà ripetuta sul lavoro oppure in famiglia, disagio che non accenna a risolversi, semmai saltuariamente a placarsi per poi riprendere in tutta la sua evidenza.

I calcoli creano sovente anche dolore, oltre che un disagio generale, che suggerirebbe o potrebbe perfino obbligare il soggetto a restare in casa per curarsi: così facendo si terrebbe lontano dalle persone o dalle situazioni problematiche.

Nel fegato si accumula la rabbia, come già suggerivano gli antichi ed anche i proverbi (farsi un fegato grosso dalla rabbia). Tale emozione nasce tutte le volte che non si riesce a realizzare ciò che si è deciso. Nel caso di piccole scelte sarà una piccola rabbia, o grande nelle altre situazioni.

Sono particolarmente a rischio coloro che hanno la libertà come obiettivo di vita, ma anche chi fa dell’uguaglianza un valore fondamentale.

Una soluzione pratica consiste nel far fuoriuscire la rabbia attraverso vari sistemi: andare a correre o praticare uno sport un po’ agitato, urlare a squarciagola in solitudine, prendere a pugni un cuscino, scrivere una lettera di insulti a qualcuno di preciso (senza spedirla). Ma i sistemi sono numerosi.

Inoltre sarebbe logico cercare di modificare le situazioni o la relazione con le persone che si ritiene siano responsabili di tutta questa emozione devastante.

Esempi pratici

Donna di circa cinquant’anni con calcoli biliari da venti. Individuo sensibile che non sopporta le disuguaglianze in generale, incluso nella propria vita. La rabbia si è accumulata anche per un matrimonio non riuscito ed una relazione con i figli difficile.

Donna di quarant’anni che soffriva da sempre della presenza di una madre forte e determinata, ma che a causa del lavoro non poteva dedicarle il tempo che avrebbe auspicato. Un senso di limitazioni non accettato creavano ulteriore rabbia inespressa a causa di un’educazione rigidamente cattolica.

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