Diabete: tenere lontano da me la…..

Il Diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio (zuccheri) nel sangue, definita anche iperglicemia cronica, che si manifesta quando l’organismo non è in grado di produrre una quantità sufficiente di insulina, l’ormone prodotto dal pancreas, o la quantità prodotta non è sufficientemente efficace.

Quando si mangia, il cibo viene scomposto e il glucosio entra nel flusso sanguigno. L’insulina permette l’assimilazione dello zucchero da parte delle cellule: se ce ne fosse poco o per nulla ecco che lo zucchero resterebbe nel sangue e le cellule resterebbero senza nutrimento.

Quando il glucosio nel sangue aumenta superando il limite accettabile si verificano una serie di effetti, anche gravi se trascurati, infiammando ed erodendo le pareti dei vasi sanguigni e dei capillari.
Principali disturbi sono difficoltà della circolazione del sangue, un abbassamento di vista ed un generale peggioramento della qualità della vita.

La metafora del sintomo appare subito in tutta la sua evidenza: lo zucchero rimane nel sangue e non viene assorbito. Esso rappresenta la dolcezza: quindi il soggetto sta tenendo la dolcezza lontana, non vuole assorbirla, come gli desse fastidio.
Il messaggio parla di un individuo, un po’ chiuso, magari anche un po’ orso, che si sente invaso forse addirittura aggredito da alcune persone a lui vicine: i familiari in primis.

Per lui sembra che gli altri vogliano troppa vicinanza, perfino un’intimità che lui non gradisce molto e la sua reazione potrebbe essere quella di allontanare le persone troppo vicine. In effetti non si sente libero come vorrebbe come si sentisse soffocato da troppo amore o da un interesse esagerato per la sua persona.

Di solito, questa visione non è condivisa dai familiari che spesso cercano di avvicinarsi nuovamente a lui peggiorando, senza saperlo, la situazione.

Questa visione di riduzione di libertà si manifesta anche attraverso il sintomo: l’insulina necessita di essere tenuta al fresco e questo limita il raggio d’azione del diabetico che necessita di tale farmaco quotidianamente da cui sviluppa una sorta di dipendenza.

Potrebbe aver vissuto, nel suo passato, una sofferenza affettiva avendo concluso di non essere degno di amore, di non meritarlo con la conclusione di tenerlo lontano da sé, oppure di non volere soffrire ulteriormente per un’ulteriore delusione che non riuscirebbe a sopportare.

La strada del riequilibrio passa da aprirsi all’amore degli altri, sentirsi degno e meritevole di affetto e amore senza avere la necessità di isolarsi.

Esediabetempi di casi reali.

Uomo di sessant’anni a cui sono state amputate alcune dita di un piede causa diabete. La sua infanzia è stata difficile sia con i genitori che verso un fratello ammalato prematuramente e con un grave handicap. Il suo carattere da orso gli negava una vita sociale espansa e la tendenza era di isolarsi progressivamente.

Donna di circa quarant’anni a cui hanno amputato un piede e con gravi problemi visivi causa diabete. Il suo carattere chiuso con tendenza ad avere sempre ragione, la faceva sentire isolata da una famiglia che l’adorava.    

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