Displasia all’anca e teste dei femori con osteoporosi. Perché?

Questa patologia riguarda i bambini anche in età pre-natale e, se non trattata, evolve durante i primi anni di vita con esiti permanenti e invalidanti. Per questo suo carattere evolutivo, è definita anche displasia evolutiva dell’anca.
L’osteoporosi che colpisce i femori, le loro teste in particolare, invece sono patologie di età avanzata. Entrambe sono situate nei femori e per questo ne parliamo congiuntamente.

A livello psicosomatico le gambe sono associate alla sicurezza ed infatti si usa dire “stare sulle proprie gambe” per indicare una persona ferma, solida, sicura. In età infantile la sicurezza è data dalla figura della mamma a cui attribuiamo proprio questo compito di rendere la casa dove siamo nati e cresciuti un posto bello e sicuro dove stare.

Pertanto un bimbo nato con le anche lussate non potrebbe in alcun modo stare in piedi, al di là dell’età, ed il messaggio riguarda proprio la percezione che potrebbe avere della mamma, un essere con la quale ha vissuto a stretto contatto dall’interno per nove mesi. Sappiamo che il bambino ha una grande attività intrauterina: sbadiglia, dorme, si succhia le dita, sogna e percepisce il mondo attorno riconoscendo le voci.

Potrebbe anche percepire un benessere generale, ma anche paura, disagio a seconda dell’umore e delle sensazioni che la madre potrebbe vivere nel periodo della gravidanza e trasmettere, senza rendersene conto, al figlio.

Il risultato sarebbe che per il nascituro la madre non sarebbe vissuta come sicurezza, ma al contrario come fonte di insicurezza, paura, disagio.

Quando pensiamo ad un adulto, invece, e notiamo un’osteoporosi alla testa dei femori che porta ad uno sgretolamento dell’osso, il significato sarebbe il medesimo: ovvero un’insicurezza, una paura vissuta nella vita, un impedirsi di stare ritto senza dolore sulle proprie gambe.

Detto con altre parole, se sto dritto sento dolore, è fastidioso stare sulle proprie gambe ed in più il dolore che provo mi renderebbe difficoltoso persino andarmene da quella situazione.

In età adulta la sicurezza, oltre alla figura della mamma che esiste sempre dentro di noi, viene espressa attraverso la relazione con il lavoro, il denaro e la casa, intesa anche come famiglia.

Dunque un licenziamento, un fallimento sul lavoro come pure una perdita di denaro, o un dispiacere in famiglia o con la casa sono elementi che potrebbero dare il via al processo di insicurezza che coinvolgerebbe le anche ed i femori. Come dicevo sopra, tale disagio comporta anche una difficoltà ad andar via da una situazione difficile e dolorosa.

La soluzione passa attraverso un cambio di percezione di ciò che sta accadendo attorno a noi e sentendosi al sicuro, protetti e appoggiati.

Esempi reali

Bambina appena nata con displasia alle anche: la mamma era in difficoltà nell’assumere il suo nuovo ruolo di madre e riversava questo stress sia sulla figlia che sul marito. Di fatto la madre era impaurita e non sapeva come gestire le nuove situazioni che la nascita della figlia imponeva.

Donna di oltre settant’anni con entrambe le teste dei femori deteriorate al punto da camminare con dolore ondeggiando fortemente da un lato all’altro del corpo. La signora si trascinava da sempre una situazione di dolore e di paura che hanno avuto dei culmini con un matrimonio fallito a causa di un marito manesco, un lavoro mai avuto accontentandosi di restare a casa con la sorella che ha provveduto a lei per tutta la vita. La sensazione era di valere poco e di sentirsi sempre in balia degli eventi.

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