Il singhiozzo, fastidio inopportuno.

Il singhiozzo è un sintomo estremamente diffuso ed è dovuto a contrazioni ripetute e involontarie del diaframma. Esso coinvolge anche parti del sistema nervoso, in particolare i centri che controllano la respirazione e l’ipotalamo, parte del cervello che non obbedisce ad atti volontari. Si comprende come il singhiozzo si manifesti spontaneamente, non apparentemente collegato a cause precise. Si mette in moto a causa dell’irritazione del nervo frenico, che ha il compito proprio di controllare le contrazioni del diaframma.

Il tipico suono “hic”, che si ripete in modo ritmico e continuo per vari minuti, è dovuto al fatto che ad ogni contrazione diaframmatica si ha una brusca chiusura della glottide che è la valvola che separa l’apparato respiratorio da quello digerente.

Si è visto che ci sono alcune situazioni tipiche della vita quotidiana che possono più singhiozzofacilmente provocare il singhiozzo come:

  • dilatazione dello stomaco, determinata dalla rapida o eccessiva ingestione di cibo e bevande.
  • bruschi sbalzi di temperatura, come passare dal caldo al freddo o bere una bevanda bollente o gelata.
  • eccessiva ingestione di alcolici, che possono danneggiare la mucosa gastrica (il tessuto di rivestimento dello stomaco), provocandone l’infiammazione e, indirettamente, irritare il diaframma.
  • episodi di emotività: quando ci si trova in forte disagio, si ingoia una quantità di aria superiore al normale. Ciò provoca come diretta conseguenza l’irritazione del diaframma e quindi la comparsa del singhiozzo.

Il singhiozzo è normalmente un fenomeno occasionale e transitorio che non deve destare preoccupazioni. Possono verificarsi, però, situazioni in cui è particolarmente persistente durando anche 48 ore. In questi casi occorre ricorrere ad un professionista anche perché è estremamente debilitante e crea difficoltà nel sonno e nell’alimentazione molto più che non si possa immaginare.

Il messaggio è correlato ad alcuni aspetti: la relazione con l’autorità, il sentirsi amato e la messa in atto di un controllo esagerato come conseguenza. Ad esempio un individuo tendenzialmente ribelle, che mal accetta seguire gli ordini di un’autorità e, come conseguenza, potrebbe non sentirsi amato e considerato come vorrebbe. Per sostenere la situazione tende a tenere sotto controllo la sua vita e, magari, anche quella altrui.

Potrebbe anche essere un individuo che ha difficoltà ad accettare la propria autorità, che non si sente all’altezza e che per questo non si sente amato e controlla la sua vita.

In sintesi: sintomo banale, ma dal significato profondo.

Esempi di casi reali.

Uomo di circa settant’anni, ribelle da sempre. Viene assalito da un singhiozzo che non gli dà pace per quarantotto ore consecutive. Raggiunta una certa soglia di età comincia a sentirsi inutile e ad avere difficoltà a poter esercitare la propria autorità, anzi si sente messo in discussione. Questo lo fa sentire non amato con controllo conseguente.

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