Intervista alla Signora in nero

Un’immaginaria intervista con la morte, una figura che ci fa tanta paura e che invece ci accoglie con amore e ci accompagna dolcemente nel viaggio dalla dimensione materiale a quella ultraterrena.

Buonasera sofisticata signora. Come vuole che la chiami?
Buonasera a te. Grazie per essere così gentile. Solitamente le persone scappano appena mi vedono o vengo nominata. Può chiamarmi Crisi, un nome che adoro. Nella lingua greca antica significa scelta, ma anche separazione: insomma un passaggio ed è la mia specialità, oltre che la mia attività.

Possibile? A me sembra una persona per bene, educata e persino sofisticata. Qual è la sua attività? Di cosa si occupa?
Dedico la mia vita ad aiutare profondamente l’umanità. È un desiderio che ho avuto da sempre, direi un istinto innato. Accompagno le persone verso la vita,  quella vera, ma stranamente ne hanno paura solo perché non ne hanno mai approfondito i dettagli.
A volte gli individui sono veramente curiosi: parlano per tanto tempo di cose futili, spesso noiose e senza senso mentre i temi importanti vengono messi da parte, censurati, ignorati, evitati come la peste bubbonica. Così debbo fare una grande fatica a convincerli a lasciarsi andare perché stanno andando in un posto bellissimo.
Nessuno ha minimamente idea delle bellezze a cui stanno andando incontro perché conservano per un po’ di tempo delle ataviche paure terrestri. Appena mi vedono gridano, scappano, qualcuno tra gli uomini, lo avrebbe mai detto, fa dei gesti particolari strofinandosi delle parti che una signora come me non può neppure nominare.Morte

Perché si occupa di questa attività così particolare?
Per amore dell’umanità. Sono una traghettatrice, un aiuto al passaggio altrimenti si perderebbero tutti quanti nella dimensione disincarnata e prima che ritrovino la via e si rendano conto potrebbero passare secoli! Poverini, così delicati e spauriti come pulcini appena usciti dal guscio.
Sento un profondo amore che vorrei trasmettere, ma la mia missione è molto delicata e non posso avvicinarmi a voi più di tanto. La mia indole mi porterebbe ad incontrare le persone qualche giorno prima del tempo previsto per fare amicizia, dialogare un po’.

Mi rendo conto che è un lavoraccio molto faticoso, sai sono tanti, ma ho dovuto quasi rinunciare. Gli effetti collaterali sono stati terribili ed imprevedibili. Quando va bene non mi credono, mi esortano a smettere con gli scherzi di cattivo gusto, altri corrono via a perdifiato rischiando di anticipare i tempi. Qualcuno non mi ascolta neppure, così triste nei suoi pensieri inconsolabili: in questi ultimi casi non è facile per me entrare in contatto con loro, sono così chiusi e depressi!

Ma riesco sempre nel mio lavoro, sono molto brava al punto che ho aperto una scuola per insegnare ad altri a fare la stessa cosa, ma i miei allievi non sempre sono veramente all’altezza. Ricordo Caronte, ad esempio, che nonostante il suo impegno era un po’ approssimativo, soprattutto nel suo abbigliamento e nel suo aspetto ed ho avuto anche lamentele di alcuni che parlavano di colpi di remo per coloro che si adagiavano un poco. Così debbo occuparmi anche di lui, non posso fidarmi totalmente. Questo servizio è un aspetto delicato e terribilmente importante e occorre avere le physique du rôle che in lui latita.

Adesso mi hai incuriosito davvero. Dove li guidi? Cosa trovano al loro arrivo?
Mi è difficile rispondere perché dovrei esprimere delle sensazioni e delle emozioni che a parole non rendono per nulla. Anzitutto non è un luogo così come lo intendete voi, ma uno stato di coscienza simultaneamente multiforme e multidimensionale: come vedi ti sei già perso, ma non saprei quali parole usare altrimenti.
Sappi che si sta veramente da Dio, scusami mi è scappato! Insomma l’armonia non manca, però si lavora, si studia, ci si evolve molto meglio che sulla Terra. A proposito, è proprio un bellissimo pianeta, peccato che non lo sappiate valutare come merita. È uno dei più belli della Galassia assieme a…. inutile che lo nomini, non sapresti neppure che esiste né dove è ubicato.
Sono molto attratta dalla curiosità e dalla intelligenza umana, due doti veramente notevoli: avete fatto passi da gigante in poco tempo. Peccato che abbiate ancora qualche difficoltà con la realtà virtuale perché l’avete creata, ma non sapete fino a che punto ci siete dentro. In ogni caso gli umani mi piacciono davvero, come dicevo vi amo tutti quanti.

MorteE cosa succede in questa curiosa e meravigliosa dimensione nella quale conduci tutti quanti?
Si scoprono e si apprezzano i funzionamenti della vita, quella vera. Pensa che per arrivare a questo si ipotizzano tantissime prove e si impostano incarnazioni piene di particolarità interessanti e speciali, così che alcuni debbono passare molte difficoltà, altri malattie, altri ancora vite brevi ed alcuni  – chi ha già passato momenti molto complicati in precedenza – anche vite rilassanti.
È un lavoro di squadra che poi dimenticate per imparare dalla separazione: una vera tristezza, ma funziona così. Per fortuna arriverete presto a scoprire la Fonte di energia eterna, l’Amore universale.
Però ci vuole ancora un po’ di tempo, sai, faccio fatica a collocarmi con le vostre tempistiche. Inoltre sono così indaffarata che perdo la cognizione del tempo, se mai dovesse esistere.

Ma allora la morte non esiste!
Che sciocchezza, certo che no. Questa è una delle prime informazioni che appare ai passanti ed è scioccante per tutti. Nessuno si aspetta cose così belle e delicate. Molti arrivano perfino a ringraziarmi, dopo.
La vita, però, è profondamente diversa da ciò che pensate voi nella vostra dimensione. Io sto parlando con te, ma non esisto, o forse si. Tu che ne dici?

Che è molto stimolante parlare con te, Crisi. Però adesso preferisco lasciarti andare. Spero che ci rincontreremo molto più avanti. Grazie per il tempo che mi hai dedicato e per la tua gentilezza.
Grazie a te. Adesso devo andare. Sai il mio lavoro non ha tempi morti…

Articolo originale tratto da Karmanews.it

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