Psicosomatica: Asma, enfisema, broncospasmo.

L’asma è un’infiammazione/irritazione delle vie aeree, bronchi e polmoni che crea una difficoltà respiratoria, fiato corto, respiri con sibili. Il motivo viene ricondotto all’esposizione a sostanze a cui il soggetto risulta poi allergico come polvere, certi tipi di infiorescenze, cibi, alcool, pelo di alcuni animali che come risposta produce muco in abbondanza che mette in moto il meccanismo infiammatorio.

Molto frequente è la scoperta del sintomo in età infantile ed adolescenziale: in tal caso si somministrano appositi farmaci dopo aver scoperto le sostanze a cui si risulta allergici, con ovvio consiglio di evitare l’esposizione a tali situazioni.

Il messaggio psicosomatico è evidente se si associa l’aria che entra nei polmoni con l’amore: l’aria è la vita senza la quale non si può sopravvivere che per pochi minuti, così come della stessa importanza è l’amore, la maggior forza esistente al mondo, come diceva il Sommo poeta.

Far entrare l’aria nei polmoni diventa, nella metafora, permettersi di vivere e sentire l’amore, farsi riempire e nutrire da esso, e viceversa. Qui l’importante è la percezione dell’amore attorno a sé: per tutti ce n’è in abbondanza, ma non tutti riescono a percepirlo.

Un ruolo importante qui la gioca la cultura nella quale siamo inseriti che ci suggerisce che l’amore va meritato, conquistato: quindi occorre fare qualcosa per ottenerlo, conquistare dei risultati considerati importanti, vivere in un certo modo per essere degno, in pratica il dover fare il bravo bambino. In caso contrario, ovvero se non avessi raggiunto cose importanti nella mia esistenza, pensare di meritare l’amore potrebbe diventare problematico. Qualora si dovesse comunque palesare nella mia vita qualcuno potrebbe addirittura sentirsi in credito con il mondo.

L’asma esplica esattamente questo stato di coscienza, quello di un individuo che non si sente degno di meritare l’amore. Per questo il periodo infantile ed adolescenziale, nel quale si forma la personalità, è critico ed esposto a tali ragionamenti ed all’asma conseguentemente.

L’amore non si merita, né si compra: semplicemente si vive, è uno stato di coscienza, un modo di porsi nei confronti della vita. Questa modalità non ci viene insegnata, anzi al contrario si tende a considerare l’amore come ristretto alla relazione con i familiari, oltre che a quello di coppia, senza il quale non si può stare pena una sofferenza importante. Da qui ne deriva un amore di possesso proclamato ai quattro venti soprattutto nelle canzonette i cui titoli sono emblematici: “Perdere l’amore”, “Io che non vivo senza te” tanto per citarne solo alcuni.

Al punto che nel linguaggio comune siamo obbligati ad associare i ruoli affettivamente a noi vicini con un aggettivo possessivo: mia madre, mio marito, mia figlia.

Vivere l’amore significa sentirsi vivo, godersi la vita che stiamo vivendo, apprezzando ogni istante ponendosi né in un ruolo superiore a quello delle persone che ci circondano, ma neppure inferiore: semplicemente in modo paritetico come la famosa frase ci suggerisce: “ama il prossimo tuo, come te stesso”. Si tratta, quindi, di amare la vita, gli esseri umani, animali, piante ed anche se stessi. Essere in coppia permette si sentirsi ancor meglio, ma non è una conditio sine qua non per sentirsi nell’amore.

In questo stadio non si rischia di essere depauperati, nessuno lo può portar via, non lo si può perdere: allora lo si può vivere tranquillamente sentendosi naturalmente ed umanamente degno di asmapercepirlo nella propria vita.

Casi di vita reale.

Uomo di cinquant’anni, orfano di genitori da piccolo. L’amore era considerato qualcosa di particolarmente difficile da percepire essendo cresciuto in un ambito molto duro ed esigente, nel quale non c’era tempo per smancerie da donnette. L’asma era una naturale conseguenza.

Ragazzino di sei anni, asmatico. In questo caso l’amore era molto presente nella sua vita in modo fin eccessivo, tanto da farglielo percepire come un eccesso e, quindi, non amato come avrebbe desiderato. L’asma fu la sua conseguenza.

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