Emicrania: cosa c’è sotto?

L’emicrania è un dolore al capo che può durare da alcune ore a tre/quattro giorni nei casi più persistenti. Durante la presenza del dolore l’individuo avverte un aumento dello stesso in concomitanza del movimento come salire le scale, chinare il capo, correre. Cause scatenanti sono ritenute stress, alimenti, tensioni nella sfera psichica.

Da un punto di vista energetico l’emicrania (letteralmente dolore metà testa) viene correlata con un disagio, una tensione con la relazione con un’autorità. Nella nostra vita consideriamo autorità un individuo o una persona che ci comanda, che ci obbliga ad un comportamento o addirittura che ci punisce.

Quindi può essere un genitore, un professore o un direttore didattico a scuola, il capo sul lavoro, un coniuge percepito come predominante all’interno della coppia, un medico od un poliziotto nell’esecuzione del proprio ruolo, un giudice di tribunale, ma anche il comune di dove abitiamo, lo stato italiano, equitalia.

Potremmo precisare che se a dolere fosse solo mezza testa ricordiamo che l’emisfero destro rappresenta l’energia maschile, quindi un’autorità maschile; se fosse il sinistro esso è collegato all’energia femminile, quindi un’autorità esercitata da una donna (valido per i nati destrorsi; per i mancini, anche se corretti, è la rovescia).

La chiave di lettura comprende un disagio, un non sentirsi capiti, sorretti, aiutati da un’autorità, anzi addirittura puniti o discriminati. Nel caso in cui si dovesse subire una decisione considerata iniqua, subdola ecco che potrebbe nascere un simile sintomo.

Emicranie ricorrenti narrano una storia di delusioni o incomprensioni altrettanto ricorrenti, un sentirsi escluso, non capito in maniera sistematica, magari esclusi dalle attenzioni di chi conta nella vita.

La nascita di tale relazione di autorità nasce in famiglia in quanto i genitori rappresentano anche tale ruolo. Infatti hanno potere di vita o di morte nei confronti del bimbo ed anche in fase adolescenziale tale ruolo permane, pur essendo magari oggetto di contestazione, ma in effetti dura tutta la vita.

Qualora con almeno uno dei genitori, quello che esprime maggiore autorità, non si fosse creato un buon rapporto ecco che tale disagio potrebbe traslarsi con un analogo comportamento nei confronti delle autorità qualora avessero preso decisioni differenti da quelle da noi auspicate.

emicraniaLa soluzione, quindi, passa attraverso un miglioramento della relazione con i genitori o con quello che ha espresso una maggiore autorità in famiglia.

Esempi reali.

Donna 40 anni, manager affermata con tensioni profonde con la mamma. L’emicrania esprime non solo questa tensione, ma anche una sua difficoltà nell’essere autorevole sul lavoro e nel non riuscire ad esprimersi come vorrebbe. L’emicrania, in questo caso, sembrerebbe nascere secondo la medicina tradizionale dall’assunzione di formaggio che nel linguaggio energetico riporta ancora alla mamma.

Uomo di 35 anni, libero professionista, con emicranie ricorrenti molto dolorose. In famiglia la relazione col padre era molto difficile al punto che se ne andò di casa precocemente buttandosi a capofitto in differenti lavori ed obbligandosi ad avere molto successo così da dimostrare al padre il suo valore non riconosciuto.

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